La cenere del cuore Ion Deaconescu

 

 

 

“Ion Deaconescu, alla disperazione, allo schianto del dolore contrappone i ricordi, tasselli di un mosaico che ricompongono il passato, lo fissano in una dimensione di un tempo dilatato, un presente ampliato secondo le esigenze della memoria che non ha confini, allarga e restringe i ricordi continuamente, facendoli rivivere: “Adesso, ti sento ovunque, nella mia stessa ombra, / nello specchio che rifiuta il mio sguardo, / nella porta che non si chiude, / nel profumo delle lenzuola, / ma soprattutto nella mia lacrima / che diventerà fiume, mare, oceano, / abisso di effimera impermanenza”. Il miracolo della poesia è questo: la parola che si fa luce, memoria, rinascita che sconfigge la morte”. (Laura Garavaglia)

(euro 10,00 pp. 110)

Pelle accesa-Burning skin. Ediz. Bilingue di Maria Caspani

 

“In questi versi, pubblicati in italiano con a fronte la traduzione in inglese fatta dalla stessa autrice, Caspani riesce a trasmettere al lettore una visione del mondo contemporaneo acuta e mai scontata, affrontando tanti temi di drammatica attualità, grazie anche alla professione di web producer e reporter svolta durante gli anni di soggiorno a Londra, quando si occupava di diritti umani e delle donne”. (Dall’introduzione di Laura Garavaglia)

(euro 10,00 pp.58)

“Athanor, la Scienza Segreta del Cuore – Trattato Alchemico” di Stefano Delacroix

Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

il nuovo libro di Stefano Delacroix dal titolo

“Athanor, la Scienza Segreta del Cuore – Trarttato Alchemico

 

Non è sufficiente essere studioso,

attivo e perseverante,

se manca un solido principio,

che sia una base concreta,

se l’entusiasmo smodato accusa la ragione,

se l’orgoglio tiranneggia il giudizio,

se l’avidità s’accresce alla fulva luce d’un astro d’oro. (Fulcanelli)

 

L’Athanor è il luogo interiore della trasmutazione, dove l’alchimista realizza l’Oro Filosofico. Un’antica metafora sottende il fatto transazionale e potente del risveglio iniziatico, un processo volto a sbozzare la materia grezza e rivelare il passaggio segreto dell’Alchimista. Fondendo l’antica conoscenza alla nuova, e rinsaldando la propria presenza consapevole, il discente sgroviglia il filo arianneo perché gli sia finalmente chiaro l’itinerario che lo condurrà fuori dagli intricati e dolorosi labirinti psichici della modernità.

Stefano Delacroix (Taranto, 18 agosto 1966), pubblica nel ’94 l’album “Ribelli” (ed. Hobo, distribuzione Sony Music) e nel ’97 “La Legge Non Vale” (ed.Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla carriera di scrittore, pubblica successivamente i romanzi “La Memoria del Mare” (2006, ed. la Riflessione), “Peristalsi” (2007, ed. il Foglio), “Il Sesto” (2008, Lupo editore, 2012 in II° edizione), “Nigredo (2013, ed. I Libri di Emil) e “Calm Beach” (2015, ed. I Libri di Emil). Alchimista e studioso di Filosofia, Onironautismo e tecnologie della psiche, celebra il suo esordio saggistico con “Athanor, la Scienza Segreta del Cuore” (i Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donon 2019).

 

L’immagine di copertina è di Maximilian Vetrano

Le immagini “Moire” e “Ruota della fortuna” sono di Roberto Shambhu

 

 

iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 – 73107 Sannicola (LE)

Mail – iquadernidelbardoed@libero.it

Info Link – http://www.iquadernidelbardoedizioni.it/

 

Più probabile che non di Chiara Evangelista

“Una scrittura che si rifiuta alla noia. Il lettore si abbandoni alla continuità alternata alla discontinuità delle sillabe convocate sulle pagine. Penso che in questo libro si assista alla messa in parodia del rapporto tra il linguaggio e la verità. Ne risulta che il lettore viene travolto dalla frenesia festosa insita, ma celata, nel linguaggio comune”. (Dall’introduzione di Tomaso Kemeny)

“Chiara va oltre l’ascolto e il dialogo con i segni e le parole, la sua texture poetica riesce a banchettare con le parole, riesce a vocalizzare sensi e sentimenti, a decostruire l’impossibile per dare un nuovo senso alle cose, alla parola e alla poesia…”  (Dalla postfazione di Donato Di Poce)

pag.58 euro 10,00

 

Goodbye SCU

Del volume, Eugenio Albamonte (già presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati”), a cui è stata affidata la postfazione, ha scritto: “E’ l’impegno civile il vero protagonista di Good-bye Scu. E’ l’impegno civile come forza che genera il cambiamento, che restituisce fiducia nel futuro. E’ l’impegno civile che attraverso la sua rappresentazione chiama in causa tutti noi, perché “forse questa è la mafia: rimanere a guardare perché è destino”

Pietro è un boss della Sacra corona unita in carcere da un quarto di secolo: all’ergastolo, senza alcuna traccia di pentimento. Il figlio, poco più di un ragazzo, fa leva sulle sue origini familiari per incutere terrore e taglieggiare i commercianti del suo paese: vuole seguire le orme del padre, e questi, inizialmente, ne è fiero. Sullo sfondo, l’impotente indifferenza di Ada, moglie e madre, occupata soltanto a maledire un destino che ritiene segnato fin dall’inizio. È questa situazione – apparentemente irredimibile – che vede l’entrata in scena dell’entusiasmo e della concretezza di figure che, dell’impegno civile contro la mafia, hanno fatto la loro ragione di vita. Un testo ispirato alla vita di Susanna Crispino, giovane giurista e prima ancora attivista antimafia, che se ne è andata troppo presto.

Andrea Apollonio è nato nel 1987 a San Pietro Vernotico. Dottore di ricerca in giustizia penale, già procuratore di Stato presso l’Avvocatura distrettuale di Caltanissetta, dal 2018 è in magistratura. È autore di due romanzi ed ha scritto e curato numerosi saggi sulle mafie, tra cui Storia della Sacra corona unita (Rubbettino, 2016).

pp.74 euro 13,00

Il venditore di Stelle Oleksandr Irvanets (cura e traduzione di Paolo Galvagni)

“In un’intervista rilasciata nell’aprile del 2016, Irvanets afferma che in gioventù era molto lirico, scriveva bei versi d’amore; poi il vino è diventato aceto: la satira ha preso il sopravvento. Ha acquisito l’immagine sociale dell’umorista, dell’uomo dalla parola aspra. I talenti poetici si dividono in diversi segmenti. Irvanets non si può definire un poeta cantore: anche nelle liriche amorose talora introduce note sarcastiche. La vena lirica pare essersi seccata, mentre si è sviluppata quella sarcastica, che ha preso il sopravvento su tutto

Oleksandr Irvanets è nato nel 1961 a L’viv, importante centro culturale dell’Ucraina sud-occidentale. È cresciuto a Rivne. Nel 1980 si è diplomato all’Istituto Pedagogico di Dubno, nel 1989 all’Istituto letterario di Mosca. Dal 1993 risiede a Irpen’ nei pressi di Kyïv. Ha pubblicato la prima poesia nel 1979.

euro 10,00 , pp. 94

Vorrei essere come sono di Piera Giordano

“Gli adolescenti spesso protestano, sfidano, provocano, si sentono non capiti. Sono fragili, insicuri, dubbiosi, cercano cura e comprensione. Linda, la ragazzina stramba di questa storia, si rinchiude nella musica dei Nirvana, parla con il loro cantante, Kurt Cobain, disegna mostruose tarme, si rade i capelli, si tagliuzza i polsi, si rifugia nel silenzio squarciato dagli scoppi della sua rabbia. Litiga con il padre intollerante verso il suo look indecente. È delusa dalla madre che non sa accoglierla così com’è. Però Linda ha un motivo in più per essere ribelle. È un segreto. L’unico rimedio è fuggire. Ma nella sua vita irrompe Francesca, la nuova prof d’italiano.”

“I movimenti mi vengono a scatto. La testa e il tronco si girano a destra e a sinistra come le marionette. Eppure non ho fili e non c’è burattinaio che mi manovri. Cosa mi sta succedendo? Faccio un lungo respiro. Il petto non si solleva né s’abbassa. Il fiato mi esce dalla bocca e dal naso con un lieve sibilo. Provo a darmi un pizzicotto. La pelle è una crosta dura. Le guance sono fisse in una stessa espressione. Non posso sorridere. Un viso sempre uguale è di certo un vantaggio, penso.”

 

Piera Giordano è nata a Castellamonte dove tuttora vive e insegna Lingua e Letteratura Italiana al Liceo Artistico Statale Felice Faccio. Si è laureata in Filosofia presso l’Università degli studi di Torino. Ama condividere le emozioni, per questo va ai concerti, partecipa ai reading e ha pubblicato poesie e alcuni racconti. Vorrei essere come sono è il suo primo romanzo.

euro 13,00, pp. 166

Andromeda di Maria Grazia Palazzo

Andromeda è la galassia più lontana visibile da occhi umani senza l’ausilio di strumenti di osservazione. “Occhi umani”. È la prima richiesta che colgo nello scorrere i testi di Maria Grazia Palazzo, il suo appello a un’umanità che comprende tutti, anche se la silloge è prevalentemente declinata al femminile e ha un portato di analisi sulla condizione della donna. Per disegnare e collocare tale condizione, l’autrice attraversa tempi e luoghi differenti e chiama, invoca, evoca figure diverse di donne – mitologiche, note o silenti – per formare «un alveare di voci», un nuovo esercito del dire a cui assegna le parole come armi, non di offesa ma come strumento di relazione e di consapevolezza: «certe parole lanciate/ non sono benedette ma colpi di machete» per uscire dallo «stallo dei senza parola». Più volte si rileva l’utilizzo del binomio «periplo ferale» e, pur se spiegato dall’autrice stessa nelle note (congrua appendice ai testi che consente una rapida consultazione ove vi sia la necessità per il lettore), ne ravvedo insita tutta la tragicità di un destino inoppugnabile a cui molte donne non hanno potuto o saputo reagire, e che – ancora oggi – obnubila la capacità di cambiamento. Maria Grazia Palazzo non incita al conflitto; con l’altra metà dell’Universo tende a perorare il confronto nel rispetto delle individualità e delle differenze, ma per rendere più incisiva la voce firma un patto intergenerazionale con altre donne, persegue la coralità e per mantenere viva la concentrazione nell’ascolto del fruitore, a livello lessicale conia vocaboli in accelerazione che manifestano, inoltre, l’urgenza del dire, di «un respiro ampio» per «uscire dalle apnee» e dalla solitudine. (Dalla prefazione di Diana Battaggia)

Maria Grazia Palazzo è nata nel ’68 in valle d’Itria. Avvocato e insegnante precaria. Negli ultimi anni ha intrapreso lo studio della teologia e dei diritti delle differenze e dei saperi di genere. È mamma adottiva. La sua più grande ambizione è riuscire a vivere l’ermeneutica delle differenze amorose, tenendo insieme il piano della quotidianità e quello dell’extra quotidiano

Palazzo euro 10,00 pp. 138

 

Esce per i tipi de i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

nella collana di Studi e cultura ebraica

il libro di Grazia Piscopo dal titolo

La Via per la Cabala… La Via del Cuore

 Introduzione allo Studio della Cabala ( euro 13 )

“La Kabala, è la sfida di chi vuole guardare il reale al di là del reale stesso e non è facile camminare per quei luoghi, ma Grazia lo fa. Grazia sceglie di unire il suo sguardo di donna allo sguardo della tradizione ebraica e della mistica: entra nei testi senza una partecipazione identitaria personale, ma è pur sempre coinvolta perché ha fede e come donna credente si approccia ai testi, a Dio, al mondo. Sarà un caso che questo saggio veda la luce tra le pietre bianche del Sud Italia, del Salento, così simili a quella di Grecia, di Turchia, di Israele? Orizzonti e colori di luce che sono incontro e crocevia di riflessioni e culture diverse. Dall’introduzione di Pierpaolo Pinhas Punturello

“Questo è un bel libro. Sfogliandolo, pagina dopo pagina ti prende, ti conquista. Più si procede nella lettura e più vien voglia di sapere, conoscere, capire. C’è l’autrice, con un sapiente linguaggio, a portarci per mano attraverso i labirinti della Sacra Mistica Ebraica e di un Universo poco conosciuto dai più, ma oggetto millenario di studi dottissimi. (…) Questo è un libro che va letto con attenzione, ma soprattutto con spirito giusto, cuore aperto e predisposto alla Conoscenza.”  Dalla postfazione di Giuseppe Grimaldi

“Varie volte nella mia vita mi sono chiesta il perché di molte cose ma soprattutto sull’origine del mio interesse quasi maniacale verso la nobile mistica della Cabala. Tutti i miei perché, però, convergevano su meandri, anfratti e viottoli oscuri della conoscenza che fatalmente avevano creato attorno a me una certa aura di presunta “diversità”. Molti adulti mi leggevano come una “straniera” nella propria casa, e soprattutto “diversa”. I.N.R.I., questo mi è pesato sulla testa per molti anni. Volevo solo capire. Cercavo e nessuno mi aiutava. Cadevo, inciampavo e miracolosamente mi rialzavo, come un soldato che deve assolutamente arrivare alla meta. La Verità, era davanti ai miei occhi. La Verità è sempre davanti a Noi. Ed è sempre Una. (Grazia Piscopo)

Grazia Piscopo è nata a Taranto, il 10 febbraio del 1961. La mistica, le religioni e l’ebraico sono gli studi a cui approda intorno agli anni Ottanta e che continuerà ad approfondire fino a giorni nostri. Nel 2001 fonda l’Associazione Culturale per la promozione delle Scienze Olistiche Filosofiche ed Umanistiche “Thorah”. Nel 2006 frequenta la facoltà di Scienze Teologiche e Religiose presso la Curia Vescovile di Lecce. Nel gennaio del 2018 formalizza l’adesione dell’Associazione alla Federazione delle Associazioni di Italia-Israele. Successivamente, a luglio del 2018, decide, con l’Approvazione dell’Assemblea dei Soci di modificare lo Statuto e il nome del Sodalizio, per rispetto verso la Comunità Religiosa Ebraica e la Sue Sacre Scritture da Associazione “THORAH” in Associazione “HORAH”. Ancora adesso il suo grande amore, la Cabala è motivo di studio, ricerca e di approfondimento.

 

La poesia dilata i confini. Omaggio a Tomaso Kemeny di Donato Di Poce

«La parola, come tale, si riferisce a cose, idee, percezioni, sentimenti, fantasie, stati d’animo, enigmi, azioni. Solo quando trova la forza di misurarsi con le necessità del verso, solo allora può liberarsi dai limiti consentiti dall’argomentazione, dalle pose retoriche, dall’abbraccio del consueto e preparare l’anima a rinascere in un raggio di bellezza». (Tomaso Kemeny). Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spave